Diritti - PD

"Pd unito? Noi chiediamo più tutele per i minori. Insistiamo sull'affido rafforzato" intervista a l'Unità

09 ottobre 2015

 

 

«Il Pd non è unito sul Ddl Cirinnà»: Emma Fattorini, senatrice dem, esprime forti perplessità, anche rispetto alla narrazione che si fa circa la discussione interna al partito sulle unioni civili. «Non ci sto a passare per conservatrice, io parlo da femminista», dice aggiungendo che sono 25 i senatori che hanno firmato l'emendamento che introduce l'affidamento rafforzato perché contrari alla stepchild adoption prevista nel Ddl.

Senatrice, anche sul Ddl Cirinnà il Pd è diviso, così come è accaduto per la riforma del Senato?

«Di sicuro non c'è unità, le posizioni sono più vicine ma l'accordo non ancora. E l'unico punto su cui siamo distanti riguarda i minori»

Perché non condividete l'impostazione della stepchild adoption?

«Il vero tema su cui non la pensiamo nello stesso modo dell'ultimo testo è su come si debba intendere la stepchild. Per quanto ci riguarda, e siamo in molti a pensarla così, molti di più di quanti hanno finora firmato gli emendamenti, la legge dovrebbe prevedere un affidamento rafforzato per il convivente, che dia diritti al bambino e dunque la piena funzione genitoriale al partner ma non la doppia genitorialità. Le faccio un esempio: il partner potrà accompagnare il minore dal pediatra, potrà andare ai colloqui a scuola, in caso di morte del genitore potrà adottare il minore, ma non risulterà sulla carta d'identità o sul passaporto fino al raggiungimento della maggiore età, come secondo genitore».

Anche voi come l'Udc temete la deriva dell'utero in affitto?

«Intanto chiariamo un punto: non stiamo parlando di mal di pancia di cattolici conservatori. Le storie di molti di noi parlano chiaro al riguardo. Ma siamo convinti che non si possa incoraggiare la pratica dell'utero in affitto e che siano molti italiani a pensarla come noi. Parlo di quegli stessi italiani che nei sondaggi si dicono a stragrande maggioranza favorevoli ad una legge sulle unioni civili. Una legge che vogliamo tutti nel Pd, ma chiediamo un supplemento di riflessione su un aspetto che riguarda i minori».

Monica Cirinnà dice che se si tocca l'impianto che regge il Ddl la legge decade per quanto la riguarda.

«L’ emendamento che proponiamo non mi sembra un compromesso al ribasso e in ogni caso credo che in questo momento sia meglio evitare forme di pressione».

Non si corre il rischio che le vostre perplessità si saldino all'opposizione di Ncd e la legge si areni?

«È quello che vogliamo evitare. Ncd sta avendo un comportamento irresponsabile. Non collaborando ad una soluzione che può essere possibile regredisce alle vecchie stagioni del bipolarismo etico. Non dobbiamo soggiacere ai loro ricatti, siamo noi a dover fare una riflessione più approfondita. Alle spalle ho un lungo impegno politico contro i conservatorismi, mi sono opposta con fermezza alla legge 40, a Ruini... Ma su un tema come quello della genitorialità e il rischio che si ricorra all'utero in affitto ho una posizione di grande opposizione, condivisa anche da associazioni laiche, femministe. La donna non può essere considerata come una sorta di contenitore, con un corpo usato come incubatrice».

Cirinnà le direbbe che l'utero in affitto è una pratica vietata anche dalla legge 40.

«Le chiedo: cosa può fare una coppia omosessuale se vuole un figlio? Va all'estero e segue la pratica dell'utero in affitto, sapendo che con la stepchild adoption, così come è prevista nel Ddl, torna qui e si vede riconosciuta la doppia genitorialità. Credo che il legislatore non debba incoraggiare questa pratica e chiedo al mio partito un supplemento di riflessione».

Intervista rilasciata a Maria Zegarelli per l’Unità