Diritti - PD

«Quanti sbagli da Ap e Cirinnà. Ma ora il ddl verrà corretto» Intervista all'Avvenire

14 ottobre 2015

 

«La partita non è chiusa, anzi è solo cominciata. Oggi il testo verrà incardinato, ma sarà solo un segnale. Poi, per due, forse anche per tre mesi, proveremo a riannodare le fila del dialogo. Ci sarà insomma tempo per limare, mediare, correggere errori entrando davvero nel merito della legge... Speriamo solo che prevalga la responsabilità».

Emma Fattorini, senatrice del Pd attivissima sul terna unioni civili, sospira e fotografa l'attuale situazione attaccando le «rigidità di più di un senatore» di Area popolare: «Ecco i risultati di un ostruzionismo senza costrutto. Ci ritroviamo un testo che non ci convince e che lascia aperti troppi interrogativi. Potevamo lavorare in commissione. Potevamo discutere. Trovare una soluzione. E, invece, ha prevalso la voglia di piantare bandierine».

Anche la relatrice Cirinnà non ha aiutato ad unire.

«È vero. Non ha cercato un confronto vero con chi non era sulle sue posizioni. Non ha contribuito a costruire. Anzi, ha bocciato le posizioni di dissenso come banali mal di pancia. Ma ora si va in Aula senza relatore. Parlava di tre mesi per mediare e correggere. Esatto, il testo che è arrivato in Aula non va bene. Ci sono correzioni da fare. E c'è un punto centrale, le adozioni, che va assolutamente cambiato».

Ci crede?

«Credo che in Parlamento c'è una riflessione vera. Che si sia cominciato seriamente ad ascoltare il Paese. Un Paese che vuole diritti civili per le coppie omosessuali, ma che non vuole le adozioni. Dirlo non vuol dire discriminare: i figli non sono un diritto».

La strada può essere l'affidamento rafforzato?

«È un avvicinamento all'adozione senza che ci sia il riconoscimento di due mamme o di due papà. Ma con tutti i diritti per il bambino. È una strada che davvero merita un confronto senza pregiudizi».

Intervista ad Arturo Celletti per l’Avvenire

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